ORMONI SESSUALI E VOCE: DALL’INFANZIA ALLA SENESCENZA

Marco Fantini, Virginia Zamponi

 

 

La voce: un fenomeno complesso e affascinante, anche da una prospettiva sessuologica

Per dirla con uno dei padri della foniatria Italiana, Oskar Schindler, la voce si può definire come una sonorità (suono, rumore o entrambi) prodotta direttamente o indirettamente dal corpo umano con valenza informativa o comunicativa. Ne deriva che il fenomeno voce è qualcosa di estremamente complesso, che non si limita alla veicolazione di messaggi verbali, bensì può rivestire tutta una serie di funzioni estremamente articolate, quali comunicare l’esistenza, la posizione, le caratteristiche (sesso, età, stato di salute etc) e l’umore del vociferante. La voce può inoltre veicolare messaggi non verbali più “ancestrali” come l’urlo, il richiamo, il corteggiamento; può rappresentare mezzo per guadagnarsi da vivere per tutti coloro che ne fanno un uso professionale e in particolare diventa raffinato atletismo per gli artisti della voce, quali cantanti e attori.

In un’ottica sessuologica, la voce racconta molto di noi, potendo comunicare aspetti riguardanti l’indentità di genere, l’orientamento sessuale e il ruolo di genere del fonante. Può inoltre rivestire ruoli centrali nelle dinamiche del corteggiamento esprimendo attrazione o repulsione sessuale, è fondamentale nella strutturazione delle relazioni sentimentali, nonché nelle relazioni genitore-figlio.

Oltre ad essere un potente veicolo di narrazione sessuologica in senso lato, la voce è a sua volta un target ormonale ed è fortemente influenzata  – lungo tutto il suo sviluppo –  dall’azione di molteplici ormoni, tra cui gli ormoni sessuali.

 

Gli ormoni sessuali

Gli ormoni sessuali fanno parte dei cosiddetti ormoni steroidei, derivanti da un unico comune precursore: il colesterolo. Gli ormoni steroidei comprendono gli ormoni mineralocorticoidi (es. l’ aldosterone), gli ormoni glucocorticoidi (es. il cortisolo), gli androgeni (es. il testosterone), gli estrogeni (es. l’estradiolo) e i progestinici (es. il progesterone). Androgeni, estrogeni e progestinici costituiscono gli ormoni sessuali e sono increti da ghiandole surrenaliche, ovaie nella donna e testicoli nell’uomo (figura 1).

 

Figura 1. La biosintesi degli ormoni steroidei

Dal punto di vista endocrinologico, la produzione degli ormoni sessuali è regolata dal cosiddetto asse ipotalamo-ipofisi-surrene o ipotalamo-ipofisi-gonadi, che si attiva nel corso della pubertà e favorisce la definitiva maturazione dell’organismo in senso femminile o maschile.

La laringe rappresenta uno degli organi sessuali secondari. Come tale è bersaglio biologico degli ormoni sessuali, i quali hanno fortissima influenza su di essa in termini di sviluppo e modificazioni nel corso della vita. Di seguito viene presentata una revisione di letteratura che mira a descrivere le fisiologiche modifiche indotte dagli ormoni sessuali sulla voce, dall’infanzia alla senescenza, in entrambi i generi.

 

Infanzia e “mini-pubertà”

La laringe umana alla nascita misura circa un terzo della laringe di un adulto e  si trova più in alto nel collo, con l’epiglottide posizionata dietro al velo del palato. Ciò permette la contemporanea respirazione e suzione del latte materno da parte del neonato (figura 2).

 

Figura 2. La laringe del neonato: morfologia (sinistra) e dinamica della suzione (destra)

 

La laringe dell’infante ha una configurazione decisamente diversa da quella dell’adulto, con un’epiglottide a forma di “omega”, un lume glottico ellittico e margine inferiore della cartilagine cricoide di forma circolare. I tessuti connettivi sottomucosi della laringe e del vocal tract sono più morbidi ed elastici, con maggiore deformabilità ma al contempo maggiore risposta edemigena in caso di condizioni infiammatorie.

Gli ormoni sessuali giocano un ruolo importante sin dal primo momento dopo la nascita, quando si osserva un incremento di gonadotropine e ormoni sessuali. Questa fase viene chiamata mini-pubertà per via della somiglianza con il periodo puberale. Durante la mini-pubertà i maschi hanno più alte concentrazioni di testosterone circolante, mentre le femmine sono caratterizzate da più alti livelli di estradiolo libero. Alcuni autori hanno studiato l’influenza della mini-pubertà sulla produzione vocale, ipotizzando che i diversi livelli ormonali inter-genere potrebbero spiegare la ragione di peculiari  pattern melodici di pianto sesso-relati (con tendenza a maggior complessità ed articolazione per il sesso femminile o in generale per i neonati con più alti livelli di estradiolo libero), nonché un certo vantaggio del genere femminile nelle prime fasi dello sviluppo del linguaggio (figura 3 ).

Figura 3. Pattern melodici a singolo arco (a) e ad archi multipli (b) da Wermke et al (2018)

 

Pianto di neonato:

Pianto di neonata:

 

Puberta’

La pubertà è un periodo cruciale della vita durante la quale si verificano radicali cambiamenti fisiologici e psicologici. Clinicamente, il primo cambiamento a cui si assiste durante la pubertà è rappresentato dalla comparsa delle caratteristiche sessuali secondarie, in particolare l’ingrandimento testicolare nel maschio e lo sviluppo della ghiandola mammaria nella femmina.

Con la pubertà si verificano importanti variazioni della voce sesso-correlate, caratterizzate da un ingrandimento ed allungamento della laringe, del vocal tract e delle corde vocali. I maschi sperimentano cambiamenti più marcati rispetto alle femmine, con una lunghezza cordale media di 1.6 cm e una lunghezza del vocal tract media di 17 cm,  rispetto ai valori femminili di 1.0 cm e 14 cm rispettivamente.  Presumibilmente, il testosterone ha un ruolo cruciale nel determinare un significativo allungamento e ingrandimento cordale nel maschio durante la pubertà.

Funzionalmente, durante la pubertà si verifica il fenomeno della cosiddetta muta vocale. Al termine di tale fenomeno si assiste ad un aggravamento della frequenza fondamentale (F0) di circa un’ottava nel maschio e di 3-4 semitoni nella femmina. Parallelamente si assiste ad un cambiamento nel range vocale. Durante la muta vocale vengono identificati tre stadi principali: pre-muta, muta propriamente detta e post-muta (figura 4).

 

Figura 4. Fasi della muta vocale maschile e femminile

 

Ciclo mestruale

Il ciclo mestruale è regolato dalle variazioni periodiche dei livelli di ormoni sessuali femminili, nella fattispecie estrogeni e progesterone (figura 5).

Una certa varietà di cambiamenti vocali sono stati descritti durante le diverse fasi del ciclo mestruale. Alcuni autori suggeriscono che la qualità vocale migliore si apprezzi durante la fase ovulatoria, quando gli estrogeni raggiungono il picco. Ciò non sorprende, considerando che gli estrogeni promuovono un incremento della secrezione siero-mucosa delle ghiandole del cover cordale, con conseguente miglioramento della viscosità mucosa; inoltre favoriscono un miglioramento della permeabilità capillare e miglior ossigenazione tissutale. Per contro, spesso le donne lamentano sintomi di alterazione della qualità vocale nel periodo pre-mestruale. I sintomi vocali più frequenti sono rappresentati da riduzione dell’efficienza vocale, riduzione di elasticità, qualità vocale più ariosa e velata, fino a perdita di parti di range tonale acuto, fonastenia, raucedine e problemi di intonazione. L’insieme dei sintomi vocali relativi al periodo pre-mestruale sono noti come disfonia premestruale e sono in genere più marcati in coloro che fanno uso professionale della voce (cantanti professioniste).

 

Figura 5. Rappresentazione schematica delle fasi del ciclo mestruale

E’ interessante come alcuni autori abbiano riscontrato significative similarità tra vetrini istologici di laringi femminili e di cervici uterine. E’ inoltre noto che vi siano recettori per gli ormoni sessuali (inclusi progesterone ed estrogeni) a livello delle corde vocali. Il periodo premestruale, caratterizzato da alti livelli di progesterone, potrebbe favorire  condizioni di maggior desquamazione epiteliale, minor secrezione mucosa e maggiore congestione microvascolare, spiegando così le fluttuazioni vocali caratteristiche di tale fase del ciclo ormonale femminile.

 

Gravidanza

Durante la gravidanza il corpo della donna va incontro a notevoli cambiamenti, sia da punto di vista anatomico che fisiologico. Non si osservano più fluttuazioni ormonali cicliche, bensì vengono continuamente increti alti livelli di estrogeni e progesterone. Anche durante la gravidanza si osservano cambiamenti nella voce, rispondenti alla cosiddetta laryngopathia gravidarum e  legati sia a modifiche del sistema respiratorio che delle corde vocali (figura 6).

Figura 6. Modifiche dell’apparato pneumo-fono-risonanziale in gravidanza

 

Per quanto riguarda il sistema respiratorio, in circa il 20% delle donne si apprezza la cosiddetta rinite gravidanza-indotta, caratterizzata da mucosa nasale congesta ed iperemica, ostruzione respiratoria nasale e  tendenza alla respirazione orale, con conseguente rischio di disidratazione cordale.  Anche il torace va incontro a profondi cambiamenti, variando diametri e circonferenza. Inoltre, il diaframma sperimenta una graduale risalita durante la gravidanza, raggiungendo circa 4 cm di innalzamento a fine gestazione. Di conseguenza, si modificano gli assetti muscolari ed i volumi dinamici respiratori, con possibili conseguenze negative sulle dinamiche di appoggio e sostegno respiratori, nonché su alcuni parametri aerodinamici quali il tempo massimo fonatorio (che tende a ridursi sensibilmente nell’ultimo trimestre).

Considerando le corde vocali, gli alti livelli di progesterone favoriscono riduzione di secrezione mucosa ed aumento della viscosità della stessa, tendenza alla secchezza mucosa e desquamazione epiteliale, nonché congestione mucosa. Di conseguenza anche in gravidanza non è raro andare incontro a sintomi di fatica, pesantezza ed opacità vocale, specialmente nel terzo trimestre.

 

Senescenza

Sia la voce della donna che la voce dell’uomo vanno incontro a cambiamenti nel fisiologico processo dell’invecchiamento. Le alterazioni della voce correlati alla senescenza vanno sotto il nome di presbifonia.

Anche l’invecchiamento vocale è un fenomeno sessualmente dimorfico e fortemente influenzato degli ormoni sessuali, che subiscono variazioni caratteristiche nei due sessi.

Nella donna, dopo la menopausa si assiste ad un brusco calo dei livelli di estrogeni e ad un incremento relativo dei livelli di androgeni. Al contrario, l’uomo va incontro ad un progressivo calo degli androgeni ed un incremento relativo degli estrogeni.

I cambiamenti a livello delle corde vocali  e della voce in senescenza sono quindi diversi nei due sessi. Nelle donne si assiste in genere ad un ispessimento e tendenza all’ edema delle corde vocali, con aumento del contatto glottico in fonazione, riduzione della quota di aria nel suono rispetto alle voci femminili giovani,  aggravamento della frequenza fondamentale della voce e – in un certo senso – virilizzazione del timbro. Al contrario, nell’uomo si assiste ad un assottigliamento cordale per ipotrofia muscolare, riduzione del contatto fonatorio, aumento della quota d’aria nel suono rispetto alle voci maschili giovani, aumento della frequenza fondamentale e femminizzazione del timbro (figura 6).

Figura 6. Modificazioni della voce durante la senescenza

 

Conclusioni

La nostra voce è profondamente influenzata dagli ormoni sessuali, con sostanziali differenze di genere. Essendo così fortemente influenzata dalle fisiologiche variazioni ormonali che si verificano nel corso della vita, la voce riflette in un certo senso anche lo stato del nostro benessere ormonale.

Per i Clinici e più in generale per chi si occupa di voce è quindi importante conoscere le fisiologiche modifiche a cui la nostra voce va incontro nel corso della vita. Ciò potrebbe permettere di  sospettare o identificare precocemente condizioni patologiche alla base di alterazioni del normale sviluppo vocale.

E’ curioso e allo stesso tempo è affascinante pensare che le voci maschili e femminili seguono una sorta di “viaggio” con una parabola che le trova simili nell’ infanzia, le porta a raggiungere la massima diversità dopo l’adolescenza e le accompagna nuovamente a convergere e ad “abbracciarsi” nel periodo della senescenza.

 

 

Riferimento bibliografico:

Zamponi V, Mazzilli R, Mazzilli F, Fantini M. Effect of sex hormones on human voice physiology: from childhood to senescence. Hormones (Athens). 2021 May 28. doi: 10.1007/s42000-021-00298-y. Epub ahead of print. PMID: 34046877.

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